Oggi tavolo tecnico permanente a Milano, nel quale sono state illustrate, tra le altre cose, le caratteristiche del nuovo tracciato Ssf. Presenti anche l’Ania, dirigenti di varie compagnie, rappresentanti di associazioni di categoria degli intermediari, agenzie di sottoscrizione, associazioni libere  e società di software. Ecco come è andata.

«Quella di oggi, per Share, è una giornata storica. Il punto più alto raggiunto dalla nostra associazione da quando è stata fondata, esattamente un anno fa». Così Giuseppe Gulino, presidente dell’associazione che rappresenta alcune fra le principali società produttrici di software ha definito l’incontro di oggi a Milano; un tavolo tecnico permanente, così è stato definito, al quale hanno preso parte rappresentanti delle associazioni di categoria degli intermediari (Sna, Acb, Aiba, Sniass, Ulias e Anapa Rete ImpresAgenzia), di associazioni libere (Uea), di varie compagnie (tra cui UnipolSai, Aviva e Chubb), agenzie di sottoscrizione e società di software non aderenti a Share (fra cui Rgi e Antlia). All’ultimo momento ha confermato la propria partecipazione anche l’Ania: era presente Giuseppe Mornata, dirigente responsabile servizi informatici.

Tema dell’incontro? L’informatica al servizio degli intermediari assicurativi. In particolare è stato presentato il tracciato Share Standard Format (Ssf), che si pone l’obiettivo di definire un percorso standard che intende facilitare lo scambio di dati fra intermediari (agenti e broker) e fra intermediari e compagnie.

I lavori (che si sono svolti presso l’Hotel Gran Visconti Palace) sono stati introdotti da Maria Teresa Paroli, vice presidente di Share e a seguire ha preso la parola il presidente Gulino, che ha ricordato l’origine dell’associazione, nata da una idea di un agente: Mauro Pecchini (presente oggi), presidente dell’Associazione agenti Tua Plurimandatari Riuniti. «La presenza di un interlocutore tecnico può colmare un vuoto evidentemente presente nello scenario assicurativo italiano e aiutare al superamento di vari problemi di carattere tecnologico». Questo il pensiero di Pecchini, «un intermediario», ha ricordato Gulino, «che grazie alla sua visione ha creduto e crede tuttora che la tecnologia sia una opportunità e non un problema».

Share, come detto, è nata a marzo dell’anno scorso e si è posta 5 obiettivi.

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